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Una fotocamera e due flash
(uno e' fuori dall'inquadratura) sono stati protetti con asciugamani, sacchetti
di plastica, tela e gomma. Sono stati montati sui rami di una quercia, pronti
per passare la notte di fronte ad un sentiero che di solito e'
frequentato dal tasso. |
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Trappola
fotografica costruita in modo semplice e rudimentale (non e' stata
mimetizzata di proposito), e' collegata alla fotocamera sopra
descritta tramite un cavetto elettrico a due fili. Durante la notte un esemplare di tasso
(meles meles)
ha mosso la trappola e si e' scattato una fotografia. |
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Il Rilevatore all'infrarosso o di "corpi caldi" e' un sensore che reagisce ad una
variazione rapida di temperatura, si puo' anche dire al calore di un
corpo umano.
Usato come trappola fotografica, appena un animale passa davanti il suo
raggio d'azione viene rilevato e si eccita un rele' creando un contatto.
Basta un cavetto a due fili che collegano il rele' allo scatto esterno
di una fotocamera e la foto e' fatta.
Questo nella foto e' un kit comprato negli anni 80 con poche migliaia di
lire. La scatola misura cm 12 x 8 x 6, all'interno si trova il circuito
completo, coibentato per proteggerlo dall'umidita'. E'
alimentato da una piccola batteria esterna da 12 volt e puo' rilevare un
topolino ad un metro circa di distanza ed una persona intorno ai dieci
metri, con un angolo di campo sui 15 - 20 gradi.
In alcuni casi per poter riprendere il soggetto con una giusta
inquadratura e' necessario prevedere da quale lato arrivera'.
La parte negativa e' che conviene usarlo in giornate (o nottate) prive di vento,
questo perche' verrebbero rilevate le repentine variazioni di
temperatura dell'aria con le relative
conseguenze. |
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Questa
immagine e' stata fatta con una seconda fotocamera collegata alla prima
(nell'inquadratura) e in modo che scattassero nello stesso istante. Il
soggetto sta uscendo dalla tana, la trappola e' un rilevatore
all'infrarosso sopra descritto e si trova sopra di lui, ad un metro circa di distanza. |
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L'strice
ripresa dalla prima fotocamera. |
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In questa
scatola, di cm 15x10x10 circa, si trova un rilevatore
all'infrarosso (70 Euro circa), simile a quello sopra descritto e sempre
alimentato a 12 volt. E' di
recente costruzione e sopporta meglio le repentine
variazioni di temperatura ambiente. Inoltre l'ho modificato in
modo da poterlo utilizzare con una reflex digitale Nikon D70s. |
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Semplice trappola fotografica costruita con due fili da
luce che sono stati collegati allo scatto esterno della fotocamera.
Il soggetto vi si posa sopra, li fa toccare insieme e avviene lo scatto. |
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Qui e' stata
montata la stessa trappola, in modo diverso ma con lo stesso
funzionamento. |
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Questa
"rustica" trappoletta e' fatta per poterla usare con
una fotocamera digitale.
Sulla sinistra c’è un piccolo morsetto (coccodrillo) dove si
può applicare un piatto mangiatoia, come in questo caso, oppure
un semplice steccolo disposto di
traverso a un sentiero di un
qualsiasi animale.
Con una leggera pressione, in ogni direzione, questo morsetto fa
uscire un pistoncino sul dietro del blocco centrale, che a sua
volta forzando su una lamella, in rame, la fa toccare con altre
due in modo da creare un contatto per far scattare la fotocamera,
anche se questa e' in stand-by.
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Trappola
composta da uno steccolo (prelevato sul luogo), il quale e' stato
applicato su due lamelle in rame di un vecchio interruttore; come si
toccano creano un contatto per far scattare la fotocamera.
Per fare questo basta un leggero movimento dello stecco stesso. |
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Immagine realizzata con la trappola descritta sopra. |
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Questo telaio
e' un po' "spartano" ma molto utile, lo uso
soprattutto per fotografare insetti molto piccoli. Sopra ho montato
una
fotocamera digitale Nikon D70s con un obiettivo Nikon 105 macro
in manuale, un
teleconverter 1,6x e due tubi di prolunga. I due flash (25 Euro
l'uno, n.g. 12) ai lati sono collegati alla fotocamera tramite cavetto sincro su una presa multipla,
in quanto le
fotocellule incorporate potrebbero non funzionare sotto il sole. L'esposizione e la messa a
fuoco sono in manuale, ma a 400 iso la maggior parte degli
scatti vengono esposti bene in 1/500 f 8 alla minima distanza e
f 16 senza tubi di prolunga.
Con questi accessori sull'obiettivo, la
profondita' di campo e' molto ridotta e la messa a fuoco
del soggetto e' difficoltosa; cosi' con questo telaio appoggiato alla spalla e,
trattenendo il fiato, riesco a tenere piu' salda la fotocamera,
con maggiori possibilita' di ovviare al problema.
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Immagine (ritaglio) di un ragnetto che ho ripreso
con gli accessori sopra descritti. |
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Lo stesso telaio
(45x20 cm) posso usarlo anche come fotofucile.
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In certi casi
posso usarlo anche come cavaletto. Certamente non sostituisce la
sua stabilita' ma puo' essere utile. |